Una domenica pomeriggio ha suonato in un localino di un paese in cui la gente ha preferito andare alla fiera della cioccolata.
Lei suonava la chitarra con il cappotto, e la frangetta bionda e vera le copriva gli occhi e gli zigomi, e sembrava avesse freddo alle gambe e alle mani.
Io la guardavo e non la capivo.
Mentre cantava guardava davanti ed aveva la pelle chiara.
Io la ascoltavo e non capivo. E le canzoni passavano. E la gente andava via perchè la domenica pomeriggio, quando è quasi ora di cena, hanno quasi tutti fame o sonno e lei cantava piano e l'energia era rimasta all'aeroporto.
Poi è successo, quando lei suonava ormai da un'ora, che ha deciso di spostare i capelli dietro le orecchie ed io ho visto i misteriosi oggetti guardanti blu, che fino a quel momento sapevo che c'erano solo di riflesso. Improvvisamente nel locale si è sparso un profumo nuovo, come se qualcuno avesse aperto una boccetta di legno azzurro, e l'aria si è fatta più leggera; un brusìo ha svegliato molti dal torpore e dal brusìo dietro di me, una voce scura, poco più che sussurrando si è concretizzata con un tagliente:"cheppezzo de figa!"
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