martedì 17 novembre 2009

La storia di Uno e Due

C'era una volta un ragazzo, che per comodità chiameremo Uno, che era un po' di tempo che aveva in testa una ragazza, che per comodità chiameremo Due.
Un giorno, mentre passeggiava sul marciapiede architettando un piano per riuscire a toccarle il culo, inaspettatamente la incontrò.
Di colpo si sentì responsabile di quella meravigliosa materializzazione e al tempo stesso di un diabolico delitto.
Due gli disse con piacere Ciao, che fai da queste parti?
Uno rispose ingoiando un nocciolo d'aria Una passeggiata. Tu?
Due sorridendo rispose Vado a fare la spesa.
Uno tentò un sorriso ma si giudicò e non gli venne un granchè; poi disse Beh ci vediamo!
Due pensò che a Uno non avesse fatto piacere incontrarla, non quanto a lei incontrare lui e disse Ciao!
Uno se ne andò tra fischi e botti di fuochi d'artificio architettando un piano per andarci a fare la spesa insieme.
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venerdì 6 novembre 2009

Alcuni gestori di stabilimenti balneari, d'inverno, chiudono gli accessi al mare alle persone.
A volte succede che ci pensa il mare, d'inverno, a riaprirli.
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mercoledì 4 novembre 2009

Nel quartiere dove abito

C'è un grande viale alberato e pedonale. Al centro vanno le persone, le biciclette, i cani e le foglie; ai lati vanno le macchine.
Ieri ho visto una donna con la pelliccia portare a spasso un barboncino con il cappotto. Ad un certo punto la donna si è messa a cacare ai piedi di un albero.
Nel quartiere dove abito c'è un grande viale pedonale e alberato.
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lunedì 12 ottobre 2009

In una stanza con vista sul traffico dormo solo quando non passa nessuno e si può attraversare la strada senza guardare.
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lunedì 7 settembre 2009

Se notturna, la navigazione non può procedere a vista
e allora tutto sembra più possibile.
Se chiudo gli occhi è uguale e allora ciò che desidero diventa qui.
Alla fine del dito.

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venerdì 4 settembre 2009

Oggi a pranzo eravamo io, l'Oroscopo, lo Stomaco, il Dono della parola e i Piedi di piombo. Dovevamo metterci d'accordo per la serata.
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lunedì 31 agosto 2009

Senza targa

Sto guidando e dietro una curva la strada finisce. Scendo dalla macchina e mi ritrovo con la sabbia alle ginocchia, però riesco a fare qualche passo verso quell'edificio spigoloso e bianco che adesso arrivo a toccare. Ad un signore che mi dà le spalle dico non c'è la targa sulla porta! Cos'è questo palazzo?
E il signore risponde Il Museo dell'Uomo è stato costruito anni e anni fa.

Il Museo presenta all'incirca un centinaio di stanze numerate e posizionate in modo che bisogna attraversare ogni stanza per entrare in quella successiva.
Nessuno è mai riuscito a contare esattamente il numero delle stanze presenti nel Museo.
Il museo è aperto tutti i giorni e a tutte le ore.
All'interno del Museo non ci sono uscite di sicurezza.
L'ingresso è permesso solo a uomini e donne di zero anni.
Ogni visitatore che è stato al Museo dell'Uomo ha vissuto un'esperienza unica, non raccontabile e mai dimenticata.
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venerdì 3 luglio 2009

...rlare della folgorazione per i momenti di passagg...

martedì 26 maggio 2009

Una persona che conosco ha fatto una cosa strana.
Dopo essersi procurato tanti piccoli cuori vivi della grandezza di un lampone, li ha collegati al sistema circolatorio in vari punti del proprio corpo. E poi li ha fatti pulsare.
Questo perchè, mi ha spiegato, i dottori avevano scoperto che nel petto, non si sa per quale regola caotica della distribuzione delle imprevedibilità della natura, aveva un cuore di gomma rossa, lucida e tonda. Che sì palpitava, ma solo per rispondere ad impulsi
naïf.
Così mi ha raccontato.
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mercoledì 15 aprile 2009

Refresh spa

La parte morbida del letto ha creato la bassa pressione che serviva, che mancava all'ospite vivo per cascarci sopra. E si è portato il cuscino, e si è portato la radiolina con le notizie dentro, e si è portato il trenino di ferro battuto dalla macchina dei soccorsi con le catenine dentro. E ha chiuso gli occhi per paura della polvere e della mancanza di contatti con un'altra forma di carne qualsiasi, di cornea qualsiasi, per paura della mancanza di nomi da chiamare una volta arrivati giù in fondo.
E laggiù di interessante c'è il proprio respiro.
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