Senza l'uso
delle mani
pisciare,
come al mare.
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giovedì 12 marzo 2015
sabato 3 novembre 2012
Prendo atto del fatto che costruire un orto sia un atto rivoluzionario, che mette in crisi la schiena e il sistema. Non so come si comincia un orto, così come non so come si comincia una rissa. Perciò ho deciso di zappare a caso.
Male che vada, almeno la terra la rivolto.
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martedì 26 giugno 2012
per tutta la sera
poi ho mangiato una pesca
e mentre mordevo la sua buccia
pensavo a te
perchè era una pesca senza pelo
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venerdì 11 novembre 2011
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mercoledì 21 settembre 2011
Arietta
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lunedì 29 agosto 2011
Tre settimane fa è successa una cosa invisibile di cui però stamattina sto pagandone le conseguenze sulla pelle.
Ebbene, tre settimane fa ho chiuso a chiave un cucciolo di lucertola dentro l'ufficio. E penso, è dura rimanere chiuso dentro il mio ufficio dove le pareti ti schiacciano anche se sei una lucertola, è troppo caldo anche se sei unimpiegato e poi manca l'aria anche se sei una lucertola.
Perciò stamattina è giusto che quella lucertola, ormai adolescente, sia veramente feroce. Morde. E' feroce.
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Etichette: Ogni fine di vacanze
giovedì 21 luglio 2011
Estate
Ad ogni adolescente Dio assegna un motorino. A me assegnò il ciao di nonno. I miei compagni di flotta lo chiamavano la zanzara, perchè questo sembrava al cospetto del rombo del fifty.
E così adesso, a motorino oramai spento, mi trovo spesso a tifare per questo animaletto una volta a tinta unita oggi a fantasia, dalla linea sempre più affusolata e aerodinamica cui Dio ha detto "Va' e da' fastidio per vivere!"
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venerdì 24 giugno 2011
Sono giorni che mi pizzica il piede sinistro. Mi pizzica sopra, tra il penultimo e l'ultimo dito, quelli più piccoli.
Ieri il mio piede era gonfio. Oggi no.
Ora si capisce cosa sta succedendo là davanti, sopra il mio piede.
Poco scientificamente sta nascendo un nuovo penultimo dito.
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mercoledì 23 marzo 2011
Il giorno dopo mi sono procurato una cartina sua e della sua città
Per ragioni a me sconosciute, ascoltando satellite of love mi viene in mente la prima volta che sono andato a trovarla nella sua città. Arrivai di notte. Ricordo lo smarrimento e l'esitazione ad ogni incrocio, e il senso d'esplorazione davanti alla segnaletica e davanti al suo mondo, complicato e pieno come lo volevo io.
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lunedì 14 marzo 2011
Il problema delle tacche
Stasera arriverò a casa con solo due tacche. Una la tossirò alla partenza. Un'altra prenderà come sempre la strada sua, che poi non arriverà mai da nessuna parte e rimarrà sotto qualche camion al confine tra le Marche e l'Umbria. E piove pure. Una se ne andrà in fumo fuori dal treno a metà percorso. Un'altra la canterò per la decima volta e non mi sono ancora stancato. A me le ultime due tacche servono solo per leggere una pagina almeno fino a metà e arrivare fresco al distributore domani mattina.
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giovedì 10 marzo 2011
Il pendolare che segue
"Mettere la freccia è un gesto troppo altruista per pretenderlo da tutti gli altri, ahimè!"
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mercoledì 29 dicembre 2010
E a casa mia la pioggia mi piace quanto le patate.
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Pochi minuti fa la pioggia è passata a neve. L'ho vista coi miei occhi. E' successo molto rapidamente, giusto il tempo di tirare una leva.
...
Nevica ormai da diciassette ore e mezza. E' un tempo veramente lungo per una nevicata.
Per strada ci sono tante macchine parcheggiate male, esageratamente abbandonate durante la prima tormenta. Ora sono tutte bianche anche le poche che passano. Vanno piano, nell'andatura e nel rumore sembrano delle carrozze a cavalli.
Prima sono uscito per un po' e ho visto che la gente non è contenta. Ora mi sto asciugando alla finestra, proprio qui, accanto al termosifone.
Fuori sembra nevichi da sempre.
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Ora però la neve scende molto meno intensamente, ora i fiocchi si possono quasi contare.
Prima sono riuscito a seguire quel fiocco fino al suo atterraggio su un tetto.
Continua a rallentare.
Un fiocco.
Un fiocco.
Un fiocco.
Un fiocco.
L'ultimo.
Ora scendono le ciliegine.
A breve il cielo si aprirà.
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venerdì 10 dicembre 2010
A questo punto, in amore, penso siano due le cose da fare.
La prima è rassegnarmi all'idea di dover sbattere il muso più volte.
La seconda è sperare che lei abbia una predilezione per le persone con la faccia un po' schiacciata.
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martedì 30 novembre 2010
-Ciao Amico, come stai?
-Non troppo bene. Non so. E' da un po' di tempo che non so. Non ho idea. Neanche la benchè minima.
-Non ti preoccupare Amico. Ad un periodo di non idee segue sempre un the best of!
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mercoledì 8 settembre 2010
Che posso fare? Scrivermi da solo?
A Conrad hanno regalato un quaderno in carta di riso, un archivio vuoto, dei rullini da impressionare e una tela ancora trasparente. Evidentemente pensano che voglia dire qualcosa.
Invece Conrad rimane vago e zitto.
Da queste parti non passa più.
Non ha più le penne, non ha più le dita, nè tantomeno i colori.
Ed è convinto di poter salvare il mondo con un trattore a pedali alimentato a bolle.
Il blog
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martedì 31 agosto 2010
Alla fonte
Per tutta l'estate ho imparato il galleggiamento e la respirazione
ma non ho ancora capito se a nuotare si suda.
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martedì 27 luglio 2010
La fabbrica senza cancello
Se vuoi entrare nella fabbrica dove lavoro non devi aspettare che ti aprano il cancello.
Ai cancelli della fabbrica dove lavoro non si organizzano picchetti.
La fabbrica dove lavoro il cancello non ce l'ha proprio.
E nemmeno l'asfalto tutto intorno allo stabile. Ci sono i sassi. Sopra ci sono sassi nuovi, recenti, ma sotto, sono sicuro, ci sono i sassi che il nonno fondatore toglieva con la scopa quando c'era vento. I sassi entravano dentro la fabbrica e continuavano a volare qua e là tra le macchine. Sì perchè non c'era il tetto.
A dir la verità il tetto non c'è nenche adesso.
Un giorno, c'era tanto sole ricordo, parlavo al telefono, seduto alla mia scrivania davanti al monitor e mi guardavo le scarpe impolverate. Ad un tratto lo sguardo mio cade su un dito. Sì, tra i sassi c'era proprio un dito. Un dito che indicava me che guardavo. Anzi, indicava verso il cielo. Sì perchè mi sono rivolto verso la direzione del dito e sono rimasto abbagliato dal sole, e anche da una nuvola che sembrava più luminosa ancora.
Ho scorto in questo dito un segnale.
Allora ho raccolto tutte le mie forze e mi sono messo a tirare, per cercare di dissotterrare tutto.
E invece sono caduto.
Perchè non era un dito.
Eh no, era un sasso!
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lunedì 28 giugno 2010
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Mi vestirò d'amianto
per stare insieme a te
per tutta la durata del mese.
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Etichette: Poesie d'amore
martedì 22 giugno 2010
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Non posso ricoprirti di soldi
ma posso ricoprirti d'amore
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Etichette: Poesie d'amore
giovedì 17 giugno 2010
Sono arramipicato, emozionato anche.
Permesso?
Scusa meraviglia se ti ho seguita.
Scusa ma la tua pelle ha svaligiato la mia.
E perciò ti avrei seguita fino a qua.
Sì, fino qua.
Scusa se ho seguito un profumo fin sopra le carote e la menta da mojito,
ma volevo chiederti
sei tu che al telefono hai un sapore?
è tua la voce che ha i colori più belli di tutta la cucina?
e volevo chiederti
sei tu che tutte le cose sono a forma di soffio?
Scusa se sono arrampicato, emozionato anche,
ma volevo chiederti.
volevo chiederti appunto.
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Etichette: Poesie d'amore

