lunedì 7 settembre 2009

Se notturna, la navigazione non può procedere a vista
e allora tutto sembra più possibile.
Se chiudo gli occhi è uguale e allora ciò che desidero diventa qui.
Alla fine del dito.

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venerdì 4 settembre 2009

Oggi a pranzo eravamo io, l'Oroscopo, lo Stomaco, il Dono della parola e i Piedi di piombo. Dovevamo metterci d'accordo per la serata.
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lunedì 31 agosto 2009

Senza targa

Sto guidando e dietro una curva la strada finisce. Scendo dalla macchina e mi ritrovo con la sabbia alle ginocchia, però riesco a fare qualche passo verso quell'edificio spigoloso e bianco che adesso arrivo a toccare. Ad un signore che mi dà le spalle dico non c'è la targa sulla porta! Cos'è questo palazzo?
E il signore risponde Il Museo dell'Uomo è stato costruito anni e anni fa.

Il Museo presenta all'incirca un centinaio di stanze numerate e posizionate in modo che bisogna attraversare ogni stanza per entrare in quella successiva.
Nessuno è mai riuscito a contare esattamente il numero delle stanze presenti nel Museo.
Il museo è aperto tutti i giorni e a tutte le ore.
All'interno del Museo non ci sono uscite di sicurezza.
L'ingresso è permesso solo a uomini e donne di zero anni.
Ogni visitatore che è stato al Museo dell'Uomo ha vissuto un'esperienza unica, non raccontabile e mai dimenticata.
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venerdì 3 luglio 2009

...rlare della folgorazione per i momenti di passagg...

martedì 26 maggio 2009

Una persona che conosco ha fatto una cosa strana.
Dopo essersi procurato tanti piccoli cuori vivi della grandezza di un lampone, li ha collegati al sistema circolatorio in vari punti del proprio corpo. E poi li ha fatti pulsare.
Questo perchè, mi ha spiegato, i dottori avevano scoperto che nel petto, non si sa per quale regola caotica della distribuzione delle imprevedibilità della natura, aveva un cuore di gomma rossa, lucida e tonda. Che sì palpitava, ma solo per rispondere ad impulsi
naïf.
Così mi ha raccontato.
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mercoledì 15 aprile 2009

Refresh spa

La parte morbida del letto ha creato la bassa pressione che serviva, che mancava all'ospite vivo per cascarci sopra. E si è portato il cuscino, e si è portato la radiolina con le notizie dentro, e si è portato il trenino di ferro battuto dalla macchina dei soccorsi con le catenine dentro. E ha chiuso gli occhi per paura della polvere e della mancanza di contatti con un'altra forma di carne qualsiasi, di cornea qualsiasi, per paura della mancanza di nomi da chiamare una volta arrivati giù in fondo.
E laggiù di interessante c'è il proprio respiro.
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venerdì 23 gennaio 2009

Love Hi-story

Mia madre e mio padre si sono innamorati agli inizi degli anni settanta. Allora i colori erano caldi e morbidi, la vista era sgranata e traballante.
Oggi, con l'introduzione dell'Alta Definizione®, la stabilità delle coppie va in maniera evidente incontro a qualche problema.
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giovedì 18 dicembre 2008

Quelli eran giorni

Sul dorso di questa canzone io aspetterò l'anno nuovo:
Дорогой длинною (муз. Б.Фомина, сл. К.Подревского)
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lunedì 27 ottobre 2008

0 matrimoni e 1 funerale

I miei parenti hanno smesso di sposarsi.
Di conseguenza i funerali sono diventati delle rimpatriate.
"Povera zia, l'ultima volta che l'ho vista ero ancora piccolo" "Già" "Tu l'avevi vista ultimamente?" "Io ci abitavo, non ti ricordi? Da quando era rimasta vedova si era trasferita da noi." "Ah è vero, hai ragione!" "Ti ricordi quando da piccoli ci picchiavamo e tu le prendevi?" "No io non le prendevo! Io scappavo!" "AH AH AH" "AH AH AH" "Ssst..."
Il direttore artistico del funerale a un certo punto distribuisce un fiorellino e un pugno di riso ad ogni invitato. L'invitato li posa ai piedi della lapide della zia.
A questo punto il figlio passa con le bomboniere.
Ci salutiamo.
Ci rivedremo fra un sacco di anni.
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lunedì 21 luglio 2008

Sogno numero 11418

Su una strada che a forza di curve e guard rail separa una montagna dal mare io e mio padre camminavamo lungo l'asfalto gommoso. C'era il sole ma non proiettavamo nessuna ombra.
Ad ogni curva mio padre mi mostrava come poggiare i piedi, quello interno e quello esterno, e come piegare il corpo per non cadere fuori dalla strada. Sembrava semplice ma provavo vertigini. E cadevo.
E mio padre lo sentivo ma non lo vedevo.
E così imparai a camminare.
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